LA STORIA DEL Rari Nantes SORINascita della Polisportiva Sori 1953 / 1954 /1955Una nascita pressappoco clandestina ed una crescita piuttosto travagliata ebbe in Sori la Pallanuoto, per una vita che sarebbe stata di breve durata (parliamo qui della prima fase, 1953 – 1955, più precisamente dell’esordio del sette sorese ancora sotto i colori della vecchia Polisportiva che doveva poi sciogliersi.), ma occorre tuttavia riconoscere a tale poco felice periodo un merito, e cioè l’aver riempito un vuoto quanto mai anacronistico, ove Sori appariva sino allora come terra di nessuno per quanto concerneva lo sport del mare ed in particolare la pallanuoto.
Rivediamo, non senza una punta di nostalgia, la scanzonata pattuglia di ragazzetti (tutti genuini prodotti soresi) ancorché priva di una specifica preparazione , ma che sotto la guida del compianto “Natin” Amoretti, già prestigioso giocatore del Camogli degli anni d’oro, si accinse a disputare il Torneo di serie C. I nomi? Ancora molti sono a Sori quelli che li ricordano con simpatia: CASTAGNINI,ANGEMI, MAGGI, AGRIFOGLIO, BOZZO, AVEGNO, CROVETTO, CAVASSA, FRITZ, PICASSO. Alcuni di loro avrebbero costituito l’ossatura della squadra negli anni a venire. Autentici pionieri di una disciplina sportiva che in Sori, malgrado che i tifosi fossero già folta schiera, ancora faticava ad imporsi, ma che un giorno avrebbe onoratoli nome della nostra cittadina. Coloro che poi avrebbero fondata l’attuale RN Sori, furono i primi dirigenti; presidente RINO BIANCIARDI. I soldi erano pochini, ed loro si tassavano periodicamente onde tirare avanti la …barca. E siccome non sarebbe stato possibile chiudere i varchi d’accesso alla spiaggia (allora si giocava, come altrove, in mare, in tratti antistanti l’arenile.) durante gli incontri la questua tra gli spettatori serviva a rinvigorire in qualche modo le esigue casse sociali. Insomma per la pallanuoto sorese, come del resto per tante altre società, le crescenti difficoltà potevano venir superate appunto con ferrea volontà, se si pensa che gli stessi giocatori, unitamente ai dirigenti ed ad altri modesti volontari, si davano da fare alla vigilia degli incontri, nel collocare il campo da gioco nella zona più confacente, ma pur sempre soggetta a mutazioni del tempo, o pronti a spostare o a smontare il tutto, e di conseguenza recarsi a disputare l’incontro in piscina a Genova. Nel corso delle competizioni, l’impegno che i ragazzi mettevano alla gara, alimentava i tifosi che a centinaia gremivano la battigia e decine di imbarcazioni posizionate tutte attorno al rettangolo di gioco. Venivano affrontate formazioni che vantavano una collaudata esperienza e che per i nostri ragazzi ancora alle prime armi, si presentavano in partenza con la grinta di chi vuol emergere. E decisamente il primo anno (1953) pur evidenziando nei ragazzi la buona volontà di emergere e una buona tenuta d’assieme (e ben valeva la guida ed il polso dell’indimenticabile NATIN AMORETTI, l’allenatore che non esitò a scendere in acqua per dare ordine alla squadra), costituì un duro banco di prova dovendo pagare il noviziato trovandosi relegati a fanalino di coda. Un ultimo tentativo venne azzardato(è il caso di dirlo) nella stagione 1954; Allora quattro nuovi elementi (tra i quali due non soresi) vennero ad infoltire il parco giocatori: AGOSTINO, GOTELLI, MOSER e STRAZZA, furono valide pedine,ma ancora e purtroppo stessa musica, ancora fondo classifica, ancora maledettamente ancorati a delle illusioni che troppo tardavano a venire. Questo breve periodo della polisportiva dette luogo a suo tempo a diatribe e polemiche a non finire con l’epilogo seppur doloroso della fine di questa giovane Società.
1956, nasce la RARI NANTES SORIla prima formazione del Sori

La sera del 15 MARZO 1956 in una saletta del Bar Marini (il vecchio ritrovo dei marinai, detto più comunemente “da Selmo, laggiù presso la Cappella), un gruppo di appassionati si riuniva per dar vita ad una nuova società sportiva che curasse in Sori la diffusione del nuoto e della pallanuoto. La discussione fu animata, ma concordi furono gli intenti ed infine ecco varata la RARI NANTES SORI, ad opera di G.B. CASARETO (presidente), MINO DI BARTOLO (vice presidente), ALDO BESAZZA (segretario), e otto consiglieri GIOVANNI ANGEMI, ALDO AVEGNO, NATALE CASTAGNINI, LINO DONDERO, AGOSTINO FERRECCIO, GIAN CARLO FRITZ, MARIO MAGGI e G.B.VALLE; ultima Società ad affacciarsi ufficialmente sulla scena della pallanuoto di questo Golfo Paradiso che da Nervi a Camogli da tempo allineava fiorenti sodalizi. La RARI NANTES SORI mantenendo i colori sociali con un passo indietro seppur doloroso decise di disputare il campionato allievi. Sopportando con ammirevole umiltà il necessario declassamento, non tarda ad imporsi stavolta anche con compagini più esperte (partito Amoretti, è subentrato alla guida tecnica il recchese FERRARI) e la fine del torneo la vede seconda alle spalle dei più esperti pari grado della Pro Recco. La squadra era composta da: Razeto (15anni) Gardella, Avegno, Agrifoglio, Ricasso, Bozzo, Frangini (un torinese che abita a Sori) , Olcese, Crovetto (una promessa,15 anni ), Pignatelli e Roccheggiani.
1957, Serie C, primo campionatoLe esperienze negative non hanno prodotto guai e dopo tre campionati in serie “C” (’53 -’54- ’55 ) , quello scorso s’è fatto solo per gli allievi. Soltanto quest’anno la R.N. Sori si ripresenta alla serie “C” con una giovane squadra agguerrita ed ambiziosa. E’ per il Sori il trampolino al grande rientro nella serie C ed è festa per tutti, e a proposito mi piacerebbe riportare quanto scritto su di un locale quotidiano sportivo: “hanno lavorato sodo questi dirigenti e loro sapranno a portare la R.N. Sori a quel traguardo che per quanto lontano sembra ancora dovrà un giorno essere raggiunto” e ancora parlando dei ragazzi :” ed è da questi giovanissimi, da queste speranze, che Sori attende il grande atleta di domani.”
Forse La squadra allievi del 1957soliti luoghi comuni, ma non si può negare ad esse un certo sapore profetico per ciò che doveva rappresentare il futuro della nostra Rari Nantes . E già nell’anno in corso , ai giovani talenti soresi si aggiungeranno, l’ottimo FIRTZ, NOVELLA (dal Bogliasco) e BISSO e tutti insieme formeranno due squadre : serie C e allievi allenatore GIUSEPPE FERRARI. I granata disputeranno un ottimo campionato occupando il terzo posto nel finale del loro girone, assumendo una precisa fisionomia ed una buona statura atletica.
1958, Serie CSi era nel 1958 si approssimava l’inizio del campionato di serie C ed il Sori si preparava ad affrontarlo allineando la seguente formazione tipo: CAVASSA, BISSO, BOZZO, AVEGNO, ROCCHEGIANI, AGRIFOGLIO, PICASSO, tutti,tranne Bisso’ genuini prodotti locali, vediamo che il sette granata, che ben onorevolmente aveva chiuso il precedente campionato allineava due nuovi elementi, per la precisione Bisso e Rocchegiani, cui doveva in seguito aggiungersi Zoja, ragazzi dalle buone dote tecniche di far peso sul rendimento della squadra. Il girone del Sori comprendeva Bogliasco, Sturla, Aragno, Andrea Doria, Imperia e Savona, e fin dalle prime battute fù facile intuire che la lotta per l’ammissione alle semifinali sarebbe stata circoscritta tra Sori, Bogliasco, Sturla e Aragno.Il Sori come ultima arrivata fece un ottimo campionato terminando prima con 18 punti a pari col Bogliasco buona terza a 17 punti fu lo Sturla pur essa semifinalista. La squadra in trasfertaMentre l’entusiasmo a Sori saliva alle stelle (e si noti che la formazione allievi per il primo anno in lizza, otteneva la terza piazza nel suo girone lasciando alle sue spalle formazioni di maggior rango) a Cremona alla piscina Baldesio, aveva luogo il primo impatto con le formazioni dell’alta Italia, semifinaliste per i rispettivi gironi. L’accesso alla finalissima di Civitavecchia era ovviamente riservato alla vincente di ogni singolo concentramento e a Sori non si faceva mistero di certe speranze, che si dovettero a malincuore accantonare, non certo per demerito del sette granata che, allineando CAVASSA, BISSO, BOZZO, AVEGNO, ROCCHEGIANI, AGRIFOGLIO e PICASSO (solo contro il Fanfulla, ZOJA subentrò a ROCCHEGIANI ), s’impose con autorità sullo stesso Fanfulla (6 – 5 ) e sulla Mestrina (2 – 1 ), ma dovette soccombere contro l’Edera Trieste (0 – 5 ) per il semplice motivo che l’arbitro Giusti di Premiazione degli atletiFirenze non fece che fischiare a senso unico ai danni del Sori, ne fu prova quanto scrisse in proposito il corrispondente locale Vittorio Poleschi: la partita più attesa però, purtroppo è stata quella che più ha deluso, e non tanto per i contendenti, quanto per la scarsa psicologia dell’arbitro, la cui parzialità a danno dei liguri è apparsa evidente soprattutto agli spettatori locali, in grado di giudicare con serenità. Questa squadra di giovani – così concludeva il corrispondente – ha messo in mostra l’ottimo Agrifoglio e il bravo Bozzo, e certo avrebbe meglio meritato con un arbitraggio più equo e più sereno. In tal maniera, ma a testa alta, il Sori classificandosi al secondo posto suggellava il campionato 1958 ed i tifosi tra rabbia e delusione non accantonavano le speranze ma ne scaturiva una rabbiosa volontà di rivincita una spinta ad emergere finalmente in uno sport che a Sori, per volontà di tutti, era in continua fase evolutiva.
1959, Serie C Il 1959 era ufficialmente iniziato per la R.N. Sori con una simpatica cerimonia che voleva essere riconoscimento e plauso per i notevoli risultati ottenuti nella passata stagione e stimolo a migliorarsi: con l’intervento del presidente del Comitato Ligure della F.I.N. dott. Parodi e delle autorità locali, venivano premiati gli atleti che a testa alta avevano dovuto cedere a Cremona in quelle semifinali dopo aver disputato un campionato da autentici dominatori. Quando finalmente il precario rettangolo di gioco riapparve nello specchio acqueo prospiciente l’estremità di levante il vasto arenile sorese, il travolgente entusiasmo dei tifosi, superata la stasi dell’inverno, ritrovò libero sfogo con cori e bandiere. Furono avversarie la Libertas Camogli, il Maresport di Sestri Levante e la Sonotecnica di Genova. Era fattivo presidente G.B. Casareto e di provata capacità il nuovo allenatore BENECCHI. La serie C era ancora purtroppo lo scoglio da superare ed il campionato diviso in treIl campo a mare, la piscina era ancora lontana gironi che saranno vinti rispettivamente dalla Libertas Sestri, dallo Sturla e dal Sori. I granata espugneranno l’ostico campo di Lerici (3 – 2 ) totalizzando infine 55 reti segnate contro appena 6 subite. Un ruolino di marcia davvero invidiabile ed un ottimo biglietto da visita per le semifinali con i migliori sette dell’alta Italia. La formazione sarà quella tipo: CAVASSA, OBERTO, RAZETO, BOZZO, AVEGNO, AGRIFOGLIO e ROCCHEGIANI, e non è eccessivo affermare che per il Sori quella semifinale a Cremona fu una passeggiata, pur se anche allora qualche arbitraggio poteva in qualche modo risentirei una certa sudditanza nei confronti di squadre di più nobile blasone. Comunque la classifica finale vedeva il Sori in vetta con 5 punti, seguito dal Bologna (3), Libertas Sestri ed Edera Trieste (2).
L’attendeva pertanto la finale di Civitavecchia e là si trovò a fronteggiare Mestrina, Dipendenti Comunali di Firenze, Posillipo e Ortigia. Non si comportò affatto male il sette granata (gli stessi uomini delle semifinali), pur se il gioco apparve un gradino inferiore alla media delle precedenti esibizioni. Scrisse diffatti un cronista che il gioco del sori, pur di ottima fattura, non è stato all’altezza delle migliori giornate. E questa volta gli arbitraggi (Di Gennaro di Civitavecchia e di Misto di Napoli) furono pressoché perfetti, ma i soresi , dopo due sconfitte iniziali con Mestrina (7-6 ) e Firenze (5-2), un pareggio (5-5) col Posillipo ed una vittoria (9-0) sull’Ortigia, chiudevano piuttosto abbacchiati quest’altra tappa del loro lungo cammino per approdare alla serie B. Furono molti ad addebitare ad inesperienza dei giocatori il mezzo capitombolo di Civitavecchia. Sicuramente invece il tutto era da imputare a quei fattori di ordine psicologico che sfavorevolmente possono influenzare un sette (giovane) che, dopo un campionato trionfale ed una semifinale retta senza che una minima incrinatura, si trovava per la prima volta a disputare una finale nazionale contro formazioni più esperte.
1960, finalmente la Serie Bparata di Razeto

L’assemblea annuale dei soci della R.N. Sori ebbe luogo il 21 febbraio del 1960, molti erano i presenti e grande fu la commozione quando il presidente Casareto rievocò in apertura di seduta la figura a tutti cara del giocatore SANDRO PICASSO, da poco tragicamente scomparso in un incidente stradale. La relazione indugiò quindi sui singoli giocatori e dell’apporto da loro dato nelle passata stagione agonistica e nel riconoscere piena validità all’operato dell’allenatore Benecchi che per le finali di Civitavecchia aveva preparato a puntino la squadra. Vennero presentati i nuovi acquisti, per la precisione PASOTTI già dello Sturla, PIANA dal Quinto e dal Nervi veniva ricuperato CROVETTO. L’assemblea eleggeva quindi il nuovo presidente ( dopo le dimissioni presentate da Casareto), nella persona del sig. Tommaso Mezzano, popolare nota figura di impresario nonché grande tifoso dei granata; vice presidenti il dottor Ugo De Paoli e G.B. Casareto, segretario Mino Di Bartolo, e consiglieri Augusto Ferreccio, Aldo Zanetti, Giancarlo Fritz e Franco Bozzo, revisori dei conti Aldo Avegno e Natale Castagnini . In quell’occasione, era presente in rappresentanza della F.I.N. il presidente del Comitato Ligure il sig. Tedesco Mario che procedeva alla consegna nelle mani del neo presidente di un artistico medaglione a titolo di dono personale alla R.N. Sori in riconoscimento dei suoi meriti e bene augurante per l’avvenire.
Con un presidente che, alle doti di serietà e attività assomma mecenatismo nella giusta misura, con una rosa di consiglieri che offrono ampie garanzie, il sette sorese, si presenta con una rosa di giocatori molto agguerrita: RAZETO, PIANA, BOZZO, CASTAGNOLA, CROVETTO, AGRIFOGLIO, PICASSO, PASOTTI, ROCCHEGIANI e CAVASSA, allenatore il confermatissimo BENECCHI. La piscina resta ancora nel mondo dei sogni, pur se le previsioni volgono all’ottimismo e si continua a sperare giocando in mare aperto. Ed il campionato inizia esattamente il 18 giugno registrando una travolgente vittoria del sori sul Corniglia (20-0). Da notare che pochi giorni prima il Sori si era autorevolmente affermato nella Coppa Aragno in quel di Prà giocando con compagini di buon livello quali l’Aragno, lo Sturla e la Sonotecnica. Nella presente stagione (1960) le vittorie del sette granata si susseguono a ritmo costante e le marcature sono d’abitudine a raffica.Si affrontano via via nella fase eliminatoria la Libertas Camogli, l’Arenzano, il Maresport di Sestri Lev. ed il Corniglia, alla fine del girone d’andata i soresi vantano ben 40 reti segnate contro appena tre subite, mentre Casotti e Agrifoglio occupano le prime posizioni nella classifica dei cannonieri. Al termine del girone di ritorno i numeri a favore dei granata non cambiano: infatti terminano il loro girone a punteggio pieno vantando otto incontri vinti su otto con ben 82 reti all’attivo contro 8 al passivo e con l’ottimo Pasotti capocanonniere con 37 reti.
Stavolta non fu Cremona ad ospitare la semifinale dei granata , bensì Voghera e la relativa vicinanza di questa al borgo rivierasco fece si che i tifosi calassero in gran numero nella cittadina lombarda. E fu incontenibile la gioia del pubblico granata allorchè ,a girone concluso, il Sori ne uscì brillantemente primo lasciandosi alle spalle tre temibili compagini quali la S.S. Fiat, il Fanfulla e la Canottieri Olona. Occorre dire che i tifosi che affollavano i bordi della piscina avevano forse per la prima volta fuori casa, spronato i nostri in modo quasi determinante, precisando che il sette aveva giocato a meraviglia, saldo e legato in ogni reparto e, quel che più conta, mostrando una correttezza esemplare. Ed ecco che la verifica di Civitavecchia era alle porte ed ancora nella città laziale i granata avrebbero tentato la scalata alla B, ma stavolta corredati da un invidiabile curriculum e mettendo in acqua un gruppo di atleti ben preparati e ormai con una solida esperienza.
Oltre al Sori, all’Edera di Trieste ed alla sicula Ognuna, erano altresì in lizza il Comiliter e la Romana Nuoto a rappresentare ambedue la Capitale, per cui era ovvio attendersi, oltre uno strenuo agonismo,la già sperimentata rumoreggiante cornice di pubblico ben poco disposto a concessioni. Non dimentichiamo che i ragazzi del Sori erano in possesso di una solida esperienza, e avevano gioco e grinta frutto del lavoro del bravo Benecchi ; calarono a Civitavecchia allineandosi con questa formazione: RAZETO, PIANA, BOZZO, CASTAGNOLA, CROVETTO, AGRIFOGLIO e PASOTTI. Furono incontri giocati al cardiopalmo e tre furono le vittorie del Sori che dovette soccombere soltanto all’Edera che coglieva in tal modo un’insperata vittoria.(classifica finale Edera p.ti 8 R.N.Sori p.ti 6, Comiliter p.ti 4, Romana Nuoto p.ti 2 e Ognina p.ti 0, particolare curioso, il Comiliter allineava tra i suoi giocatori il forte centrovasca sorese Gian Avegno, in forza allora a quella squadra, trovandosi a Roma in servizio militare.)
Pertanto dalle prime semifinali di Cremona (1958), sino al brillante secondo posto dell’ultima finale di Civitavecchia,Atleti e tifosi a Civitavecchia risultava evidente il progresso raggiunto dalla formazione sorse, la quale però non avrebbe maturato il diritto al passaggio alla serie B riservato allora soltanto alla vincente del raggruppamento finale.Ed è qui che doveva verificarsi una sorpresa che non poteva mancare in un finale di stagione così incandescente, e accadrà appunto che il Bogliasco ultimo in classifica della serie B, dovrà spareggiare con il Sori secondo in serie C per la semplice ragione che il regolamento non prevedeva retrocessioni dalla seria A e quindi la vincente dello spareggio avrebbe occupato il posto vacante. Spasmodica nelle due cittadine rivierasche l’attesa per questo incontro, mentre gli arbitri liguri rinunciavano in massa alla direzione della partita che aveva il sapore di una finalissima e che, via via che passavano i giorni, stava assumendo i contorni del dramma a forti tinte.A quel tempo Sori e Bogliasco erano le piccole grandi rivali in un arco di rivierail mare aveva tenuto a battesimo tante gloriose formazioni; si erano incontrate in passato In attesa della partitacon alterni risultati, poi il bogliasco s’era involato verso alte mete, mentre il Sori maturava gioco e passione. Intanto i tifosi delle due parti si organizzavano onde riversarsi in massa a Voghera, città designata a sede per l’incontro. E fu spettacolo nello spettacolo l’ordinato affollarsi dei tifosi dell’una e dell’altra parte tutt’attorno alla piscina olimpionica, autentico gioiello incastonato tra il verde di una cinta arborea. Agli ordini dell’arbitro Sasso di Roma, il Sori allineava RAZETO, PIANA, BOZZO, CASTAGNOLA, CROVETTO, AGRIFOGLIO e PASOTTI ed il Bogliasco opponeva : Crovetto V , Valle, Crovetto E , Bolelli, Conforto C. , Conforto U. e Croce. Malgrado le più pessimistiche previsioni l’incontro, aveva uno svolgimento più corretto ed il risultato fu incerto sino alla fine stagnando sul 2-2 (così la successione delle reti: primo tempo al 5’ Croce su rigore e 8’ Piana secondo tempo 4’ Agrifoglio e 6’La squadra sta per entrare in vasca a Civitavecchia Crovetto), all’ottavo minuto del secondo tempo Pasotti con un dosato pallonetto superava il pur bravo Crovetto ed assicurava la preziosa vittoria al sori che raggiungeva in tal modo l’agognata promozione in serie B. Era il pomeriggio del 21 agosto 1960 e tutta Sori impazzì alla lieta notizia che giunse dalla citta lombarda dove, nel tripudio della tifoseria granata, BENECCHI venne issato in trionfo e con lui la squadra e tutti i dirigenti presenti in massa in quella giornata indimenticabile di Voghera. Si spegnevano già gli echi del trionfo, ma la stampa aveva ancora lodi nei confronti di questa squadra di autentici giovani promesse che in così breve tempo erano riusciti ad arrivare alla serie B.
1961, Serie B Si affacciava intanto la stagione 1961, per il Sori un banco di prova atto a rivelarne la vera identità di squadra, sino ad ieri costretta in un limitato ambito regionale ove la strapotente superiorità più volte dimostrata non permetteva una precisa valutazione dei suoi veri mezzi, ma già le semifinali e finali nazionali avevano fugato gran parte dei dubbi. La conduzione del sodalizio era ancora affidata a Tommaso Mezzano, confermando a pieno regime tutto il consiglio, mentre la squadra veniva ovviamente rinforzata con gli acquisti di DAVITE , portiere proveniente dall’Elah Pegli: BOCCARDO, centro vasca dallo Sturla, DE FERRARI,attaccante dal Quinto, nonché il ritorno del sorese TUBARO, anch’esso attaccante emigrato a suo tempo al Genoa Nuoto. Nessuna cessione, a prova dei seri progetti che erano alla base dei dirigenti piuttosto cauti nell’affrontare il nuovo campionato a venire; e tutto ciò naturalmente in pieno accordo, anzi per meglio dire, a seguito di precisi suggerimenti del bravo BENECCHI al quale avevano rinnovato piena fiducia. La prima squadra poteva quindi contare sulla seguente rosa : DAVITE, CAVASSA, RAZETO, PIANA, BOZZO, CROVETTO, PASOTTI, CASTAGNOLA, AGRIFOGLIO, PICASSO, ROCCHEGGIANI, BOCCARDO, DE FERRARI e TUBARO. Si giocherà sempre in mare aperto, con rettangolo di fortuna la piscina di Camogli in attesa fosse ultimata quella di Sori che, per lodevole e rapida iniziativa dei dirigenti della Rari Nantes con il benestare del comune, era allora sindaco Ravaschio, sarebbe sorta all’estremo ponente della spiaggia. Proprio dove sette anni prima il sette sorese aveva azzardato le prime timide bracciate. Ma torniamo al campionato il primo che i soresi avrebbero affrontato nella serie B. oltre al Sori vi partecipavano Triestina, Edera Trieste, Comunali di Firenze, Mameli, Civitavecchia, Cus Jonica di Catania e Mestrina; un torneo come si può notare, non certo facile, sia in considerazione delle trasferte sia per l’esperienza delle contendenti alcune delle quali avevano già militato in serie A. Il torneo iniziò il 1° luglio (si noti che dalla stagione in corso l’effettuazione degli incontri era stata fissata in 4 tempi di 5 minuti ciascuno di gioco effettivo. Il Sori non poteva iniziare meglio il campionato e precisamente con una vittoria a Mestre per 6-2 ma il giorno successivo la prima delusione a Firenze con i Dipendenti Comunali dove al termine di un incontro veloce, duro e fattosi cattivo per un certo nervosismo tra i contendenti il sette granata ne uscì sconfitto per 5-3; “il Sori si era difeso gagliardamente (parole del cronista fiorentino), mettendo in luce Piana e Agrifoglio, ma la maggior classe dei fiorentini aveva infine prevalso. Appena 7 giorni dopo era il Cus Jonica (5-2) a lasciare le penne a Sori nella sua prima partita casalinga, il giorno dopo il civitavecchia veniva regolato con un secco 3-1 con reti di Castagnola, Agrifoglio e Piana.
Per il sette guidato da Benecchi sarà un campionato quanto mai brillante e la squadra sorese difatti, dopo un ottimo inizio già alla quinta giornata sarà seconda a soli due punti dalla squadra fiorentina dei Comunali. Stava maturando intanto ROBERTO CASTAGNOLA che, già nella serie C aveva interessato i tecnici, dopo la settima giornata aveva messo a segno 10 reti, capo cannoniere del Sori seguito da Agrifoglio.(8 reti) Dopo la nona giornata un quotidiano genovese titolava così: “la bella e sorprendente ascesa dei giovani pallanuotisti soresi”; e difatti questi imponendosi d’autorità nel campo di fortuna di Camogli sulla capolista, i comunali di Firenze, col punteggio di 6-4(dei quali una bella tripletta di Castagnola) le si affiancavano al comando. Ma doveva durare poco il primato, perché il sette granata dovette subire due sconfitte consecutive in trasferta a Civitavecchia e Catania ove si dileguarono i primi pensieri di gloria. La penultima di campionato doveva riservare un brutto momento sportivo protagonisti il Sori, Triestina e ..arbitro; la classifica vedeva la Triestina prima con a 4 punti i fiorentini ed il Sori in posizione tranquilla di centro classifica deve affrontare in casa la capolista. L’incontro diretto dal signor Di Gennaro di Civitavecchia,vede una certa superiorità della squadra giuliana, ma il Sori non merita la sconfitta la quale però è facilitata da alcune decisioni del direttore di gara, certamente in giornata di scarsa vena. In chiusura , sanzionato il risultato sul 4-3 in favore degli ospiti, un violento scontro di pugilato tra due giocatori, Piana e Orzan, dà il via ad una rissa quasi generale nel corso della quale l’arbitro, Premiazione di Agrifoglioaggredito da due giocatori soresi, ha la peggio e rimedia addirittura un tuffo in acqua, anche i tifosi si scagliano verbalmente e purtroppo anche fisicamente contro di lui malgrado il pronto e deciso intervento dei dirigenti granata e della forza pubblica. Commentando il fatto, un giornale genovese osserva: “è certo che se l’incontro fosse stato giocato in piscina, quanto è accaduto non si sarebbe verificato”. Purtroppo il campo di gara era in condizioni precarie e i natanti che ospitavano arbitro e giudici di gara non offrivano certo quella comodità di visuale e di movimento tali da poter esigere un arbitraggio puntuale e corretto. Gravi furono le sanzioni della commissione disciplinare che comminò squalifiche pesanti per i giocatori con proposta di ritiro di tessera per uno di loro, giornata di squalifica al campo di gara e adeguato risarcimento danni all’arbitro.
1962, Serie B, si inaugura la piscinail sori prende quota

Era intanto alle porte la stagione agonistica 1962, immutati i quadri dirigenziali con Mezzano sempre presidente, i granata si presentano con la seguente rosa di giocatori: PALAZZO, CASTELLO, LEONE, CASTAGNOLA, AVEGNO, NERVA, DE FERRARI, MITTINI, BELLUCCI, PIANA e GAGGERO mentre BENECCHI coadiuvato da “GIUMIN” DI BARTOLO, era confermato allenatore. Così si presentava il Sori, parzialmente rinnovato e ringiovanito nei ranghi, come esigeva d’altronde il salto di qualità con gli innesti di PALAZZO e CASTELLO provenienti dall’Elah Pegli, NERVA dalla Sportiva Nervi e l’inserimento dal settore giovanile di ragazzi con buone qualità tecniche, ed aggiungiamo AVEGNO rientrato con il termine del servizio militare dal Comiliter Roma ed inoltre a disposizione altri due giovani di buone speranze FIANDACA e MANGINI. Benecchi da parte sua non aveva difficoltà di scelta; in buona parte già collaudati in serie B, i ragazzi si equivalevano per classe ed esperienza e promettevano un campionato migliore del precedente, non da sottovalutare ma anzi certamente fondamentale per i granata era la piscina che nel frattempo era stata terminata grazie al prodigarsi del presidente Mezzano. Particolare curioso la piscina era nata squalificata a seguito delle decisioni federali per i fatti capitati l’anno precedente e pertanto la vasca che si delineava all’estremità di ponente del vasto arenile, sarebbe stata inaugurata ufficialmente soltanto alla quinta giornata di campionato in occasione dell’incontro Sori – Edera Trieste. Fino allora a partire dall’otto luglio, i granata avevano ottenuto tre vittorie e precisamente aVoltri 3-2 con la Mameli, a Bogliasco 4-1 e a Voghera in campo neutro, 4-1 con i Dipendenti Comunali di Firenze; soltanto a Lerici contro una compagine nettamente più esperta il Sori dovette soccombere 7-2. Il sette granata si presentava nella nuova piscina comunale affrontando i triestini dell’Edera tra una cornice di pubblico entusiasta e orgogliosa di quel nuovo impianto , la Rari Nantes fece sua la posta (4-1) in un incontro che doveva rivelare l’intesa tra ogni reparto e soprattutto la volontà dei ragazzi nel voler ben apparire davanti al loro pubblico in questo nuovo impianto. A questo punto del campionato la classifica vedeva in testa un terzetto a 8 punti, composto nell’ordine da Roma, Lerici e Sori, con la Mameli che seguiva a 6 punti e con altre a 4, in coda il Bogliasco a zero punti. A distanza di una settimana la trasferta di Catania con il Cus Jonica il Sori è beffato proprio allo scadere del quarto tempo da un gol di Pennisi contro la cui potenza nulla poteva il bravo PALAZZO. Mentre la Roma comandava pressoché indisturbata la classifica ecco il calendario portare nella piscina sorese il Lerici ( buon secondo con 11 punti) autentica bestia nera dei granata. L’incontro fu combattuto, ma la spinta offensiva , per merito particolare di Bozzo e Castagnola e una difesa imperniata sulla grinta di Piana in forma smagliante, avevano la meglio sui combattivi avversari (5-4). Agli effetti di un onorevole piazzamento saranno ancora utili i due pareggi fuori casa contro i Comunali di Firenze 2-2 e contro l’Edera di Trieste 2-2 ma purtroppo il penultimo incontro che opponeva il Sori alla capolista Roma vide i granata soccombere 5-4 e fu per essi la prima ed unica sconfitta casalinga della stagione. Chiudeva il campionato l’incontro casalingo con il Cus Jonica che il Sori fece suo per 3-0, risultando infine terzo in classifica dopo Roma e Lerici.
1963, Serie BPoco prima che avesse inizio la stagione agonistica 1963, giunsero come un fulmine a ciel sereno le dimissioni di LUIGI BENECCHI, il bravo allenatore che aveva saputo guidare il sette granata dalla serie C ai primi posti della B, lasciavano interdetti i dirigenti, giocatori e tifosi al completo, ma pressanti problemi di lavoro lo costringevano almeno per allora ad abbandonare l’attività sportiva. Tutti lo salutarono con gratitudine e simpatia e , ad occupare il suo posto fu chiamato MINO DI BARTOLO, l’allora segretario, abbastanza corredato di passione e di volontà per quella Rari Nantes Sori che un giorno aveva visto nascere e soffrire e via via progredire ed imporsi. Il direttivo della società non presentava defezioni e il dinamico presidente MEZZANO , era di per se una garanzia, la formazione era la seguente: PALAZZO, CASTELLO, PIANA, LEONE, AVEGNO, MILLI (nuovo acquisto), CASTAGNOLA , BELLUCCI . Si preannunciava un campionato all’insegna dell’incertezza ed in cui la terza forza del campionato sarebbe stata la Rari Nantes dietro al Camogli e alla Triestina appena retrocesse dalla serie A. Il sori si presentò nella piscina del Boschetto di Camogli accantonando quella logica soggezione che poteva venirne di fronte a tali maestri, riuscendo con un’accorta condotta di gara, a siglare un prezioso pareggio, uscendo dalla vasca tra gli applausi di tutto il pubblico presente. Il giorno dopo, domenica 23 giugno (allora gli incontri venivano disputati il sabato e la domenica) calò a Sori il Lerici e come da tradizione fu una partita dura e ricca di espulsioni ma che vide il Sette granata condurre in porto un risultato positivo 4-0. Nel frattempo stava venendo alla ribalta: MILLI, il biondo e scattante fiumano dal sorriso aperto, leale, che in tutti suscitava simpatia, acquistato dall’Elah Pegli, si imponeva per potenza e precisione nel tiro, occupando in breve l’alta classifica dei cannonieri e sopravanzando di 3 reti alla quarta giornata LONZI, allora in forza al Camogli, entrambi i giocatori duelleranno a distanza nel corso dell’intero campionato.
Seguì la vittoria sulla Triestina (9-4) e quindi sull’Edera Trieste (7-2) con MILLI sempre brillante mattatore (7 le sue reti). Il Sori condivideva il primato in classifica con il Camogli e l’Edera ed in cronisti prevedevano lotta serrata tra i granata di Di Bartolo e i bianconeri di Stakula, ma ecco che i soresi balzarono soli al comando dopo la vittoria ottenuta con il Cus Jonica a Catania per 4-3 giocata al sabato, e il giorno dopo a Napoli contro il Posillipo altra vittoria 3-2 con 2 reti di MILLI e 1 di CASTAGNOLA, ormai affermato campione. Con l’inizio del girone di ritorno si riproponeva la sfida tra il Sori e il Camogli , le premesse erano per una partita tirata e piena di sofferenza per il Sori che tuttavia sperava in una ripetizione dell’incontro d’andata dove i granata s’imposero come squadra rivelazione.
Designato a dirigere il delicato incontro il sig. Parrini di Firenze, la cui fama di obiettività era indiscussa, giusto nelle valutazioni, e che sapeva condurre un incontro con fermezza, in breve un signor Arbitro, e diresse da par suo, ma fu il Sori quel giorno a non saper esprimere al massimo le sue capacità contro un Camogli in serata di vena, trascinato dal solito Lonzi e da un Viganò protagonista di una grande partita. Un incontro maschio, senza fronzoli, ma senza mai degenerare. Le stesse fazioni di pubblico che si fronteggiavano non erano andate oltre il solito frasario e tutto ciò sino a 54” dalla fine, allorché da una mano rimasta ignota partiva un sasso che centrava alla perfezione la schiena del sig. Parrini. Il Camogli stava conducendo per 5-3 ed il Sori appariva rassegnato, chi saprà mai quale misterioso impulso aveva guidato quella mano? A farla breve, partita sospesa (dopo che l’arbitro aveva pregato il giocatore e capitano del Camogli Marciani di raccogliere il corpo del reato finito in piscina e di consegnarglielo) e vittoria a tavolino per il Camogli. Il risultato della partita ma ancor di più l’inopinata conclusione di un incontro che aveva offerto anche fasi esaltanti, determinata dalla traiettoria del sasso sortì l’effetto di un crollo psicologico che i ragazzi di Di Bartolo denunciarono la domenica appresso soccombendo malamente in quel di Lerici per 6-3. Alla luce di questi ultimi risultati negativi il sette granata stava perdendo contatto dal Camogli a cui il calendario preparava turni facili, mentre per il Sori che doveva affrontare in trasferta le due squadre triestine con poche possibilità di tornare a punteggio pieno, quasi nulle rimanevano le speranze di vincere il campionato.
Il Camogli conservava intatta l’imbattibilità sia interna che esterna, a dimostrazione della forza della squadra e dei singoli elementi come Lonzi, Parodi, Marciani etc..da parte sua il Sori vantava oltre ai sempre validi AVEGNO, CASTAGNOLA,PIANA e BELLUCCI, un MILLI ammirevole per gioco e impegno, un MILLI che segnava a ripetizione sempre più intenzionato a vincere la classifica dei cannonieri, invogliato anche dal premio, un cannoncino d’oro, messo in palio per il vincitore di tale classifica dalla Società Jantzen, l’allora sponsor del Camogli (con la convinzione che il premio fosse vinto da un loro giocatore Lonzi). Intanto la paventata trasferta di Trieste si concludeva inaspettatamente per i nostri ragazzi in maniera positiva Triestina-Sori 4-4 ed Edera – Sori 4-5, mentre il Camogli com’era nelle previsioni restava a punteggio pieno. Si profilava per il Sori ,ormai tagliato fuori dalla lotta per la promozione, un serrato duello a distanza con il Camogli per la conquista del cannoncino d’oro, una lotta all’ultimo gol. Ormai sicuramente insediato al secondo posto in classifica, il Sori nell’ultima giornata di campionato affronta il Posillipo mentre a Camogli è di turno l’Edera Trieste. Una sola rete separava i due contendenti a favore di Lonzi, ma quella sera i granata giocarono per il biondo fiumano, tutti i palloni conversero in direzione del numero cinque che, come ormai d’abitudine sapeva sfruttare al massimo. Nel frattempo si incrociavano le telefonate tra la piscina di Sori e quella del Boschetto tra “inviati straordinari” delle due società che informavano via via sull’alternare delle reti, ed alla fine MILLI ne avrà realizzate ben otto contro le cinque di Lonzi e la folla, tanti erano a quel tempo i tifosi, gridò la sua gioia per questa vittoria che aveva unpò il sapore di rivincita, mentre i più accesi sostenitori raggiungevano MILLI per issarlo in trionfo, per dargli l’abbraccio di Sori tutta e nel contempo acclamavano tutti gli atleti della formazione che MINO DI BARTOLO , profeta in patria, aveva amalgamato alla perfezione in un blocco di forza stilistica mai fino allora raggiunto. Il risultato finale dell’incontro fu 10-6 per il Sori, ma quella sera valeva solo il duello a distanza tra i due giocatori che si risolse a favore del sorse con 37 reti contro 35 di Lonzi. Il torneo 1963 si concludeva pertanto con il Camogli in vetta alla classifica con 26 punti, seguito a cinque lunghezze dal Sori, il Camogli tornava con pieno merito alla massima serie, mentre il Sette di DI BARTOLO, si trovava pronto al salto di categoria.
1964, Serie BDopo il meritato riposo e una buona preparazione invernale si era disputato un torneo denominato campionato primaverile al quale partecipavano squadre di serie A e B divise in 2 gironi nord e sud. Nel girone nord dove i granata si classificavano al quinto posto su sei squadre, delle quali tre Recco, Camogli e Pegli di serie A, veniva vinto dalla Pro Recco ma bisogna dire che il Sori, benchè classificatosi penultimo, aveva messo in mostra un buon livello di preparazione alimentando così le speranze di un buon campionato. Anche la stampa specializzata considerava il Sori il più temibile avversario per il favoritissimo Nervi nel campionato che stava per iniziare. Confermato il consiglio direttivo, alla presidenza TOMMASO MEZZANO, allenatore sempre MINO DI BARTOLO e la rosa a sua disposizione era: PALAZZO, LEONE, CASTAGNOLA, BELLUCCI, MILLI, FIANDACA e MITTINI (gli ultimi 2 pescati direttamente dal vivaio), PIANA,CASTELLO, MANGINI e GAGGERO. Una formazione di tutto rispetto, che iniziava la lunga fatica per l’esattezza alle 21,30 di sabato 20 giugno 1964 nella gremitissima piscina sorse, regolando con autorità l’Edera Trieste per 4-1 marcatori della serata furono LEONE,MILLI, BELLUCCI e MITTINI. Già da quella sera, pur contro un sette di non eccessiva levatura, un cronista scrisse “un Sori snob contro cui c’era ben poco da fare, un Sori elegante e composto”, già pronosticandolo secondo in classifica.
Il giorno dopo fu la Triestina a dover subire un quasi identico trattamento 3-1. Come accennato in precedenza il “campionato primaverile” aveva dato i suoi frutti , soltanto il Nervi di Missaggi, come d’altronde previsto, costituì ostacolo per il sette granata. Il primo scontro nella vasca di Nervi, segnò la prima sconfitta dei soresi con un secco 3-0. Con in porta il nazionale Rossi i blu-arancioni avevano le spalle ben guardate ed invano i soresi si accanirono alla ricerca del gol, ma se anche fu una sconfitta, al momento bruciante, non fu avvilente, un incontro giocato a viso aperto con una squadra già da serie A.
Il giorno dopo a Voltri con la Mameli venne il pareggio 2-2 (reti di LEONE e MITTINI ) in una partita che meritava ai granata un pizzico di fortuna in più, come quando l’arbitro Capio annullò a FIANDACA una rete regolarissima. Ma la cronaca esaltò il Sori che si era trovato a suo agio pur giocando un’uomo in meno,passando più volte all’attacco e mettendo a dura prova il portiere Calcagno. Con un ruolino di marcia invidiabile (solo il Nervi risultò un ostacolo insormontabile) il pomeriggio di domenica 6 luglio i granata passarono a Lerici per 2-1 ma al termine di una partita amichevole deciso dall’arbitro Venturini d’accordo con gli allenatori, poiché lo stato del mare non avrebbe permesso uno svolgimento regolare dell’incontro. Alla data del recupero Lerici e Sori si fronteggiarono ancora, l’incontro risultò una brutta copia dell’amichevole, anche a causa di una certa ostilità dell’ambiente che diede il via ad un gioco costellato di falli, in definitiva ne sortì un sudato pareggio 1-1 che lasciava scontenti ambedue i contendenti.
Ma prima di questo incontro era venuta la vendemmiata del Sori 6-2 a spese del Posillipo e la sera dopo (12 luglio) era la volta del Civitavecchia che incassava un 6-3 in un incontro in cui MILLI e CASTAGNOLA si rivelarono gli autentici punti chiave della squadra. A questo punto aveva termine il girone di andata e la classifica vedeva in vetta da solo ed ancora imbattuto, il Nervi con 17 punti seguito dal Sori 13 punti che aveva alle spalle Triestina e Edera; per il sette di DI BARTOLO si profilava la trasferta di Trieste del 18 e 19 luglio ma superata l’Edera per 5-2 in una partita relativamente facile i ragazzi di DI BARTOLO si videro privare della vittoria sulla Triestina da due discutibili rigori concessi dall’arbitro Ognio in vena di regali, l’incontro terminò 3-3 e superato così lo scoglio di Trieste, ecco presentarsi a Sori il Nervi, più che mai in odore di promozione. L’incontro si chiuse 4-4, ma i cronisti di allora scrissero come un Sori , per tre quarti formato casalingo, giocando contro la capolista, ha dato vita ad una partita superlativa rendendo oltremodo dura la vita ai titolati avversari. Vennero ancora le vittorie sulla Mameli 5-2, sul Lerici 7-4 e fu il festoso commiato dei granata dalle mura casalinghe che avrebbero disputato le ultime due partite lontane dal pubblico amico imponendosi a Posillipo e Civitavecchia, rispettivamente per 6-1 e 2-1 con la baldanzosa autorità dei campioni. Era promosso in serie A il Nervi che aveva raggiunto i 26 punti secondo il Sori con 22 punti e 54reti segnate e 29 subite, era rimasto il solo grande sette della serie cadetta e praticamente assolute erano le chances per un prossimo salto di categoria.
1965, Serie B e storica promozionela premiazione

Il 10 gennaio 1965 aveva avuto luogo l’annuale assemblea ordinaria della società granata nella vasta e affollatissima sala del “Cinema Moderno” in un clima di entusiasmo che forse non inconsciamente preludeva a quella che per Sori sportiva sarebbe stata senz’altro una data storica, presente tra i tanti il sig. Mario Tedesco, presidente del Comitato Regionale F.I.N. , il presidente MEZZANO aveva esordito precisando che nella R.N. Sori, società che fino allora aveva attinto massimamente tra i giovani locali, l’operazione “vivaio giovanile” ed i frutti si vedevano, ma per contro si rendeva ormai necessario l’inserimento di qualche giocatore di esperienza a rinforzo del collettivo, non facendo mistero in tal modo dell’ambizione alla promozione in serie A.L’assemblea esauriti i temi all’ordine del giorno, riconfermava il sig. MEZZANO a presidente e via via tutti gli altri già noti consiglieri, alla guida tecnica ancora MINO DI BARTOLO. Le premesse erano ottime mentre la rosa dei giocatori, dopo l’acquisto di STRAZZA dal Camogli, di CUCCHIA (già convocato in nazionale giovanile) e di DANERI oltre ai già collaudati PALAZZO, FIANDACA, CASTAGNOLA, LEONE, MILLI, GANDOLFO, PASSALACQUA, DI STEFANO e BISIO .
Prendeva frattanto l’avvio nelle piscine di Albaro il torneo Primaverile che vedeva il sette granata, autentica rivelazione della fase eliminatoria ligure, brillantemente secondo alle spalle del Recco, tale classifica lo ammetteva di diritto alle finali nazionali che si sarebbero svolte a Napoli, dove sebbene giocando con volontà e grinta non incasellò nemmeno una vittoria . Si trattava in effetti del primo scontro con squadre di serie A al completo dei migliori elementi, basti ricordare come con il Recco fresco Campione d’Europa, il sette granata ne uscì sconfitto per 4-3. A ritmo incalzante si succedono i tornei pre-campionato ed il 15 giugno nella vasca sorse, prendeva il via la Coppa Picasso (a ricordo del povero Sandro Ricasso, promettente, giovanissimo giocatore del vivaio granata, stroncato da un tragico incidente) che allineava oltre ai padroni di casa, Camogli, Nervi ed il Pegli. Si imponeva alla fine il Sori che si era rivelato la migliore tra le quattro formazioni, confermando quello che già si andava dicendo: “il prossimo campionato di serie B dovrebbe essere per Castagnola e compagni niente altro che una semplice formalità”. Visti i risultati ottenuti nel torneo Primaverile e nel trofeo Picasso, quella indiscussa supremazia che nelle due precedenti stagioni era stata di Camogli prima e Nervi poi, sarebbe ormai appartenuta di diritto al Sori. Non sarebbero tuttavia mancate le formazioni decise, per volontà e mezzi, ad ostacolarne o quanto meno frenarne la marcia, era ovviamente per tutti la squadra da battere. Ma i dirigenti, tecnici con alla testa MINO DI BARTOLO, i giocatori, la tifoseria, tutti insomma, stavano per vivere un campionato la cui posta in pallio avrebbe pienamente ripagato tutti i sacrifici profusi fin dal 1953. Tutti si può ben dire, soffrivano le ansiose ore della vigilia nell’attesa di quel fischio di inizio del campionato, forse più importante della storia granata. La rosa del Sori comprendeva: PALAZZO, LEONE, DANERI, CASTAGNOLA, MILLI, STRAZZA, GANDOLFO, CUCCHIA, DI STEFANO, BISIO, FIANDACA e PASSALACQUA, da notare che gli ultimi cinque appartenevano alla categoria juniores. Il campionato allineava al via otto formazioni: Acese di Catania, Civitavecchia, Doria, Edera Trieste, Lerici, Mameli, Sori e Triestina, inizio sabato 26 giugno e il nostro sette dovette vedersela con la Triestina con la quale già in passato aveva dato luogo a scontri vivaci, e conferma ne fù il risultato finale 3-3 non rispecchiando il vero andamento dell’incontro che il Sori dominò si dal primo minuto. Il giorno dopo sempre in quel di Trieste ma contro l’Edera il sette granata, si riscattò vincendo per 6-3, contro una formazione che attaccando sin dall’inizio portò seri pericoli alla porta di PALAZZO.
Il Lerici che a Trieste aveva rimediato due pareggi, attendeva frattanto la visita dei nostri e pertanto la classifica e il tradizionale antagonismo tra i due sette servivano a rendere incandescente l’attesa. Ne venne un incontro tirato con i denti, ma il Lerici nulla potè contro i fortissimi soresi. Nel primo tempo il temporaneo vantaggio dei granata fu siglato da STRAZZA, l’intramontabile Pandolfini segnò la rete del pareggio e MILLI allo scadere del terzo tempo siglò la rete della vittoria sorese, l’incontro così terminò 2-1. Superato quell’ostico banco di prova, ecco schiarirsi l’orizzonte per i granata (ben 5 punti raccolti fuori casa) e, dopo una facile vittoria 6-1 sulla Mameli, confermare il suo stato di forma imponendo ad Albaro un pari 1-1 alla fortissima Andrea Doria che vantava tra le sue file nomi come: Alberani, Repetto, Odaglia , Zecchin. Sette giorni dopo il Sori incontrò il sette acese vincendo con un sonante 9-4, la sera seguente fu il Civitavecchia a subire un perentorio 7-4, si andava profilandola superiorità del Sori che si trovava a comandare solitario la classifica ad un punto il Doria ed in verità il sette di “GIUMIN DI BARTOLO” (per la stampa il Recco della serie B) era l’unico ad esprimersi con un gioco brillante e ordinato, reparto per reparto, dall’ottimo PALAZZO a CASTAGNOLA, MILLI, CUCCHIA , STRAZZA e gli altri che via via l’allenatore alternava incontro per incontro. E la classifica parlava chiaro mentre ROBY CASTAGNOLA comandava la classifica dei marcatori con 14 reti contro le 13 dell’irriducibile Arrigo dell’Acese. Nessuno a quel punto avrebbe osato dubitare delle reali prospettive del sette sorese per il quale tuttavia l’agguerrita Doria allenata da Repetto sarebbe stata l’unica a contrastare il primato ai nostri fino a quando, dopo l’incontro di ritorno con l’Edera (10-0 per il Sori) il divario di cinque punti in classifica cancellò le residue illusioni del Doria, che sarebbero potuti diventare sette se a Civitavecchia nel rispetto della grande tradizione, fu gioco forza subire un infausta quanto immeritata sconfitta 6-5, che purtroppo doveva eliminare quello zero che con gran orgoglio, era riuscito a mantenere nella casella delle sconfitte. Era la sera del 17 agosto 1965 e i granata, battendo a Sori l’Andrea Doria per 5-2 si trovavano matematicamente promossi, mancando ancora due giornate alla conclusione del torneo, e fu esaltazione e apoteosi e si sprecarono i festeggiamenti nel rettangolo di gioco e dappertutto, nei bar si brindò fino a tarda sera mentre il cielo era illuminato dai fuochi d’artificio ( la pallanuoto non era ancora uno sport commerciale come oggi avviene ma era lo sport dell’estate, del mare,vitalizzava spiagge, porticcioli e paesi meta di vacanze estive). Fu un campionato trionfale che per noi vide solo vittorie tre pareggi e una sconfitta di cui abbiamo appena parlato, la classifica finale vedeva il SORI primo a punti 23, l’Andrea Doria punti 18 quindi veniva il Civitavecchia, l’Acese, il Lerici e a seguire tutti gli altri. Le reti segnate per il Sori 75 contro 34 subite, e CASTAGNOLA ROBERTO terminava al comando della classica marcatori con 23 reti seguito da Boschin (20) e Arrigo (19), e rispettivamente quarto e quinto furono MILLI e STRAZZA (17 e 15 reti).Tale lusinghiero primato fu merito dei DIRIGENTI che avevano saputo creare un Gruppo di prim’ordine (non dimentichiamo il settore giovanile che sia tra gli juniores che tra gli allievi stava primeggiando nelle rispettive classifiche), di DI BARTOLO che lo aveva condotto da maestro e dei Ragazzi che avevano dato il meglio di se stessi. Il 10 ottobre l’assemblea dei Soci aveva votato il nuovo Consiglio Direttivo che risultava così composto: Presidente VITTORIO ROLLERO, vice presidenti G.B. CASARETO , UGO DE PAOLI e PIERO RAZETO, segretario VITTORIO ROCCHEGIANI, consiglieri; SANDRO ARBOCO’, NATALE CASTAGNINI, MARIO DE FRANCHI, MINO DI BARTOLO, BENITO MOROTTI, SILVANO PIAGGIO, PAOLO PIANA, PINO ROTA e GIORGIO RIVAROLA; ad allenatore riconfermato all’unanimità GIUMIN DI BARTOLO. Il Presidente dimissionario TOMMASO MEZZANO era eletto per acclamazione presidente onorario mentre l’intero consiglio e l’assemblea dei soci davano atto con profondo rammarico delle sue dimissioni, decise per scadenza di mandato. La squadra AllieviIl nuovo Presidente, il Dottor VITTORIO ROLLERO era persona ben nota e stimata a Sori e la sua nomina era garanzia di una seria e proficua direzione che, sulla scia del suo predecessore, avrebbe continuato a dare buoni frutti.
Il mese dopo e precisamente il 21 novembre, fu ancora festa per Sori sportiva quando, alla presenza delle massime autorità sportive liguri nel vasto salone del “Cinema Moderno” ebbe luogo la premiazione dei componenti la vittoriosa prima squadra, la squadra juniores seconda classificata nel rispettivo campionato e della squadra allievi terza classificata nel torneo ligure di categoria. Vi furono coppe, targhe e medaglie per tutti gli atleti, per il Presidente (purtroppo dimissionario) TOMMASO MEZZANO e per “GIUMIN” DI BARTOLO, mentre il nuovo presidente VITTORIO ROLLERO si presentava con il discorso di rito e, passando in rassegna il giovane passato e presente della Società granata, bene auspicava per il futuro.
I successivi piazzamenti1966 Serie A 7°
1967 Serie A 6°
1968 Serie A 7°
1969 Serie A 5°
1970 Serie A 2° (miglior piazzamento della storia)
1971 Serie A 5°
1972 Serie A 3°
1973 Serie A 5°
1974 Serie A 4°
1975 Serie A 5°
1976 Serie A 5°
1977 Serie A 8°
1978 Serie A 11°
1979 Serie B
1980 Serie B
1981 Serie B
1982 Serie B
1983 Serie B
1984 Serie B
1985 Serie B 1°
1986 Serie A2 18°
1987 Serie A2 19°
1988 Serie A2 12°
1989 Serie A1 15°
1990 Serie A2 19°
1991 Serie A2 22°
1992 Serie B
1993 Serie B
1994 Serie B
1995 Serie B 1°
1996 Serie A2 9°
1997 Serie A2 8°
1998 Serie A2 6°
1999 Serie A2 4°
2000 Serie A2 10°
2001 Serie A2 12°
2002 Serie A2 11°
2003 Serie A2 9°
2004 Serie A2 5°
2005 Serie A2 4°
2006 Serie A2 3°
2007 Serie A2 1°
Edited by -dani87- - 18/12/2007, 22:51